Ronny Delrue

Artista Collaboratore

Bio artista

Ronny Delrue (Heestert 1957) si forma in pittura presso la School of Arts/KASK di Gand e si diploma con lode all'HISK di Anversa nel 1994. Il cuore della sua produzione, sia pittorica che grafica, è quasiCinteramente dedicato alla figura della testa: a volte evocata da una semplice sagoma abbozzata, altre volte definita da pennellate ricche e dense. Sono volti che sembrano cercare una connessione con chi guarda, un contatto però frustrato dall'assenza di tratti somatici distintivi. Più che singoli individui, queste teste incarnano l'umanità intera, muovendosi in un territorio di confine tra autoritratto, ritratto e paesaggio. Se da un lato riflettono l'universo interiore dell'artista, dall'altro finiscono per rispecchiare noi stessi, spingendoci a guardare dentro di noi. Il filo conduttore dell'opera di Delrue è infatti la contaminazione, la pietrificazione e la progressiva dissolvenza della mente, un'entità che nella sua essenza dovrebbe rimanere pura. Ogni ciclo di lavori si aggancia a questa riflessione, nascendo da un'intuizione o da un impulso emotivo preciso. Pittura e disegno procedono in parallelo nel suo percorso, ma è al disegno che spetta il ruolo da protagonista. La carta gli offre un canale immediato e fluido per catturare gli stimoli della vita quotidiana. Per l'artista, il disegno non è un semplice studio preparatorio, ma un vero e proprio esercizio mentale per decantare idee e visioni — un autentico «laboratorio del pensiero». A questo si affiancano i disegni dal vero e i disegni-diario, considerati opere autonome a tutti gli effetti. Questi ultimi sono annotazioni visive rapide e istintive a matita, acquerello o guazzo, giocate su una tavolozza essenziale di neri, grigi e toni di terra. A rimarcarne la natura intima di diario intervengono brevi appunti su date, orari e persino sulla scelta di aver disegnato (anche) con la mano sinistra. Nell'ultimo decennio Delrue ha ampliato i suoi orizzonti espressivi verso la videoarte, la fotografia, la grafica e la scultura. Durante le sue residenze all'EKWC (European Ceramic Work Center) di 's-Hertogenbosch ha dato vita alle sue «sculture della mente»: forme in argilla cotta e cruda concepite come «architetture da abitare e attraversare». Questa sperimentazione multidisciplinare ha finito per nutrire anche la sua grafica: il dottorato di ricerca concluso nel 2011, incentrato proprio sul valore e il ruolo del disegno, ha impresso alla sua pittura un ritmo visibilmente più agile, leggero e spontaneo.