Scisti e Vinisti

Lecce

Ulrich Egger

A cura di Francesca Canfora

Associazione CON Red Lab e Red Lab Gallery in collaborazione con The Phair
presentano la restituzione pubblica della residenza artistica svolta a settembre 2025 “Scisti e Vinisti” di Ulrich Egger, a cura di Francesca Canfora.

La prima edizione della residenza artistica “Scisti e Vinisti”, promossa da CON Red Lab e Red Lab Gallery e ospitata presso The ApARTment in Salento, giunge alla sua restituzione pubblica.

Il progetto, che ha visto protagonista l’artista Ulrich Egger, rappresentato dalla Galleria il Ponte di Firenze e selezionato nell’ambito di The Phair 2025 – fiera di fotografia contemporanea a Torino, sarà presentato attraverso una mostra e un talk aperto al pubblico.

La mostra rappresenta l’esito del processo di ricerca sviluppato durante la residenza e sarà accompagnata da un momento di approfondimento e confronto sui temi emersi e sul ruolo delle pratiche artistiche nei territori.

“Scisti e Vinisti”, espressione dialettale salentina che significa “sei andato e tornato”, richiama il valore della permanenza e del ritorno come elementi fondamentali di un’esperienza autentica. Il progetto si pone in contrasto con le logiche del turismo rapido, promuovendo un approccio lento e consapevole.

Ulrich Egger, artista proveniente dall’Alto Adige, ha sviluppato in Salento un progetto fotografico inedito nato dal confronto diretto con il territorio, in particolare nel borgo di Casamassella e nei comuni vicini, tra Lecce e Otranto.

Il lavoro si configura come un attraversamento simbolico dell’Italia, in cui la distanza tra nord e sud si trasforma in una riflessione sul tema del ritorno — evocato dal titolo della residenza e dal concetto di Heimkehr. Questa parola tedesca, composta da Heim (“casa, patria, luogo di appartenenza”) e kehren (“tornare”), significa letteralmente “ritorno a casa”. Nel progetto di Egger, Heimkehr dialoga con l’espressione salentina “Scisti e Vinisti”, creando un ponte tra due mondi linguistici e geografici apparentemente lontani, uniti dalla stessa idea di ritorno come esperienza profonda e trasformativa.

Attraverso il suo linguaggio sperimentale, definito “fotoscultura” o “fotopittura”, Egger rielabora frammenti di paesaggio, architetture e dettagli urbani, trasformandoli in immagini stratificate, materiche e tridimensionali. Le opere restituiscono una visione sospesa tra analisi e poesia, in cui il reale viene scomposto e ricomposto in chiave astratta.

Al centro della ricerca emergono i segni delle trasformazioni del territorio: borghi silenziosi e case disabitate, la ferita ancora aperta della Xylella negli uliveti, le tracce della speculazione edilizia e le tensioni tra memoria e contemporaneità. Allo stesso tempo, affiora una bellezza resistente,

capace di manifestarsi nei dettagli e nelle architetture vernacolari ancora intatte.

L'artista

  • Ulrich Egger

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